Trump è consapevole che la NATO ha perso la guerra in Ucraina, questo incontro è stato molto importante perché ratifica la vittoria della Russia: per capirlo basta guardare il comportamento di Trump nei confronti di Putin che è stato ricevuto come spetta a chi ha vinto una guerra. Trump sta cercando di gestire la sconfitta delle élite guerrafondaia e le sue propaggini europee con il minor danno possibile per gli Stati Uniti. Questo incontro va valutato sotto l'aspetto geopolitico militare e del territorio in cui avviene: gli Stati Uniti hanno intensificato esercitazioni congiunte nel Pacifico e in Artico, mentre Russia e Cina consolidano i loro legami strategici. La guerra in Ucraina non è un fatto solo territoriale, ma una scelta politica lucida e lungamente meditata per impedire che la Nato ne prendesse il possesso. Inoltre questa guerra dichiarata indirettamente dalle forze globaliste alla Russia aveva il compito di minare la coesione interna russa e il ruolo internazionale della Federazione. Il vertice in Alaska serve alla Russia per spezzare il cordone Nato costruito intorno ai confini della Federazione.
Le delegazioni
La delegazione statunitense è composta dal vicepresidente JD Vance(ma non è sicuro che sia presente), dal segretario di Stato Marco Rubio, dal segretario al Tesoro Scott Bessent, e dall’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff. La delegazione russa, dal ministro degli Esteri Sergej Lavrov, da quello della Difesa Andrey Belousov, e da quello delle Finanze Anton Siluanov. Della delegazione russa faranno parte anche il ceo del fondo sovrano russo Rdif, Kirill Dmitriev, e il consigliere presidenziale Yuri Ushakov.
Da notare che nella delegazione russa ci sono Lavrov, Belousov, Siluanov e Kirill Dmitriev, per sottolineare l’importanza degli accordi economici e commerciali oltre che militari. Da rilevare anche l’aspetto simbolico: Lavrov indossa una felpa con la scritta CCCP (Союз Советских Социалистических Республик ovvero l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) un messaggio chiaro alla diplomazia americana sull'importanza dell'URSS nella seconda guerra mondiale.
Nella delegazione di Trump la presenza di Rubio gli è stata imposta, questi è sotto il controllo dei neoconservatori. Ciò dimostra che i falchi premono su Trump cercando di limitare le sue decisioni. Questo è il risultato nascosto del vertice: i limiti del potere di Trump nel suo entourage sono delineati. Ma Trump può trarre vantaggio da questa limitazione scaricando sull'UE la responsabilità del conflitto. Trump valuta la situazione con lucidità così nonostante le pressioni dei falchi del suo entourage: sta preparando il secondo round di negoziati, le sanzioni alla Russia sono state rinviate. A Trump che Putin continui a costringere Zelensky "alla pace con la forza" gli fa buon gioco in quanto ciò aumenta la dipendenza dell'Europa dagli Stati Uniti e preserva in questo momento la posizione di Trump come arbitro.
Ad Anchorage non si parlerà solo di Ucraina. Sul tavolo sono state valutate anche le questioni artiche, la ricostruzione di Gaza e il nucleare iraniano. Non è escluso che Trump tenti di usare offerte economiche per allontanare Mosca da Pechino e inserirsi nelle dinamiche dei Brics.
Washington ha urgente bisogno di recuperare terreno nel Sud Globale, soprattutto dopo la caduta di Kabul, avvenuta esattamente quattro anni fa.
Trump offre a Putin la possibilità di rompere l’isolamento, invia un segnale alla Cina sulla competizione artica e nello stesso tempo mostra all’UE che dipendono ancora dagli Stati Uniti. Putin non ha ceduto, come dimostra l'annullamento del pranzo congiunto delle delegazioni. Un pranzo del genere è sempre un premio di consolazione per chi è stato messo alle strette. Putin non solo ha rafforzato l'influenza della Russia all'estero, ma si è anche rafforzato all'interno del Paese
Concludendo, entrambe le parti ad Anchorage hanno guadagnato tempo, hanno evitato uno scontro frontale che avrebbe solo giovato a chi in europa vuole portare avanti la guerra in Ucraina per i propri interessi di egemonia, al Partito Democratico statunitense e ai globalisti a guida anglofona. Entrambi hanno mantenuto autonomia e iniziativa. Soprattutto non hanno sprecato le loro carte vincenti prima del tempo, ma hanno proseguito la linea scelta e consolidato le tendenze necessarie. Vale a dire, hanno consolidato il potere, mantenuto l'influenza sugli alleati, rafforzato le comunicazioni bilaterali, guidato la situazione fuori dall'impasse, senza cambiare strategia. Tuttavia è evidente che la diplomazia strategica di Putin ha vinto questo incontro infatti, non contenti di come si sono svolte le trattative, Zelensky, Meloni, von der Leyen, Macron, Merz, Stubb, Starmer, Rutte(NATO) come epigoni del WORD ECONOMIC FORUM corrono alla Casa Bianca in delegazione da Trump rappresentante del potere delle forze americaniste in un conciliabolo straordinario che si terrà il 18 agosto per portare avanti le istanze globaliste.