giovedì 27 ottobre 2022

Oggi 27 ottobre di 60 anni fa fu ucciso, in un attentato aereo , il più grande italiano!

 

 

Grazie a lui l'Italia rialzò la testa! Per ricordarlo: Mattei, nel 1953, era stato messo alla presidenza dell’Agip per scioglierla. E invece di sciogliere l’AGIP lui fondò l’ENI, grazie anche a un decreto di De Gasperi. E dopo aver fondato l’ENI, Mattei cominciò ad attuare una propria politica in campo energetico per sviluppare l'industria italiana.

Non era accettata l’Italia di Mattei, dell’ENI, al tavolo delle grandi compagnie internazionali, in modo particolare di quelle britanniche, con pari dignità. Era ammessa a sedersi, tutt’al più, su uno strapuntino, ma Mattei e l’Italia di quegli anni non volevano assolutamente dipendere dal punto di vista energetico dalla Gran Bretagna. Per cui cercarono autonomamente le fonti di approvvigionamento, offrendo ai paesi produttori di petrolio, che all'epoca erano quasi tutti controllati dalle compagnie britanniche, condizioni più favorevoli. Si trovò contro tutte le compagnie petrolifere gestite dalla Francia, Gran Bretagna, Olanda, Stati Uniti ma non si scoraggiò e portò avanti il suo progetto riuscendo a far diventare l'Italia una potenza industriale.

C’era la famosa regola del fifty-fifty: 50% ai produttori, 50% alle compagnie petrolifere straniere. Questa era una regola imposta dalle sette sorelle. Mattei cambiò le regole dello scambio, proponendo il 25% alle compagnie e il 75% ai produttori: i paesi produttori trovarono più conveniente fare affari con l’Italia che non con la Gran Bretagna. Questa sua politica violava le regole imposte dalle sette sorelle multinazionali del petrolio e misero in gioco la sua vita. Probabilmente lo aveva messo in conto in quanto minacciato più volte ma il suo dovere e il suo coraggio era più forte e affrontò il rischio. NOI LO RICORDIAMO CON ONORE e AFFETTO.

sabato 22 ottobre 2022

ABBIAMO IL GOVERNO MELONI

 I ministri sono 24, di cui 9 senza portafoglio (cioè che non guidano una struttura ministeriale vera e propria ma che hanno particolare deleghe nell’esercizio delle funzioni esecutive). A loro si aggiunge il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. 19 sono uomini, 6 sono donne. Diversi ministeri hanno cambiato denominazione: a quello dell’Agricoltura per esempio è stata aggiunta la dicitura “e alla Sovranità alimentare”.

elenco dei ministri del nuovo governo Meloni:

Ministro degli Esteri: Antonio Tajani (Fi), nominato anche vicepremier (Antonio Tajani ha un passato recente di spiccate posizioni europeiste e atlantiste, ribadite anche nei giorni scorsi).

Ministro dell’Interno: Matteo Piantedosi

Ministro della Giustizia: Carlo Nordio (Fdi) voleva inserire il certificato del vaccino nelle carte d'identità.

Ministro della Difesa: Guido Crosetto (Fdi)

Ministro dell’Economia e delle Finanze: Giancarlo Giorgetti (Lega) Ricordiamo che Giorgetti è un personaggio molto gradito al Colle, che quindi sembra aver influenzato in maniera decisiva la scelta per un dicastero ritenuto chiave.

Ministro delle Imprese e del Made in Italy (che sostituisce il Ministero dello Sviluppo economico): Adolfo Urso (Fdi) proveniente dal COPASIR

Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare: Francesco Lollobrigida (Fdi)

Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (che sostituisce il Ministero dei Trasporti): Gilberto Pichetto Fratin (Fi)

Ministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibile: Matteo Salvini (Lega), nominato anche vicepremier

Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali: Marina Calderone

           Ministro della Salute: Orazio Schillaci( rettore dell’università Tor Vergata , nel 2020 ha fatto parte del comitato scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità, contribuendo alla strategia sanitaria  come MEMBRO DEL CTS NOMINATO DA SPERANZA, È STATO TRA GLI ARTEFICI DELLA GESTIONE COVID.(https://www.facebook.com/100081251260766/videos/798790758117269)

Ministro del Turismo: Daniela Santanchè (Fdi)

Ministro dell’Istruzione e del Merito: Giuseppe Valditara (era stato uno dei redattori della riforma Gelmini)

Ministro dell’Università: Anna Maria Bernini (Fi)

Ministro della Cultura: Gennaro Sangiuliano

         ministri senza portafoglio:

Rapporti con il Parlamento: Luca Ciriani (Fdi) ai

Pubblica amministrazione: Paolo Zangrillo (Fi)

Affari regionali e autonomie: Roberto Calderoli (Lega)

Politiche del Mare e del Sud: Nello Musumeci (Fdi)

Affari Ue, Pnrr e Coesione: Raffaele Fitto (Fdi)

Sport e Giovani: Andrea Abodi

Famiglia, Natalità e Pari Opportunità: Eugenia Rocella (Fdi) alla Famiglia

Disabilità: Alessandra Locatelli (Lega)

Riforme istituzionali: Elisabetta Casellati (Fi).

          DUE PAROLE SULL’ALLEANZA ATLANTICA E ALTRO

    Dal Dopoguerra in poi gli americani hanno trovato sempre una sponda in chiave anti-comunista negli ambienti conservatori. È stato così in tutta Europa. È stato così in Italia. Qui il conservatorismo, infiltrato anche da ex fascisti, si è reso forte dell’appoggio americano. Anche l’MSI non è stato estraneo a questa tendenza. Per cui è chiaro che il nuovo governo proseguirà su quella linea tracciata da tempo e dalla storia.

 il cambiamento di nome di alcuni ministeri segnala un’ansia di “appropriazione” che è tipica dei piccoli borghesi reazionari che entrano nel Palazzo, o in una città conquistata, e si mettono a cambiare i nomi delle sale o delle strade come se volessero far credere ai loro elettori che chi comanda ora sono loro.

Cinque anni fa, Sergio Mattarella sbarrò la strada a Paolo Savona (ex direttore di Confindustria, non un portaborse qualsiasi), “reo” di guardare con sospetto alla logica macroeconomica di molti trattati europei, ora invece tutto va bene le scelte sono giuste e conformi (a chi ?). Un senso a tutto ciò si può trovare: I ministeri-chiave (economia, difesa, interni, esteri) sono in mani “fidate” (Giorgetti, Crosetto,  Piantedosi, Tajani). Lì sta la continuità con il governo Draghi e con l’obbedienza a Nato e UE. Sicuramente è proprio questo che ha tranquillizzato Mattarella e il grumo di potere autentico che rappresenta. Un governo così, coinvolto nel bel mezzo di una guerra voluta da altri garantisce continuità alle politiche economiche restrittive interne e sanzionatorie verso la Russia. 

 

 ALTRE INFORMAZIONI IN QUESTO VIDEO LINK:

https://www.youtube.com/watch?v=7N3mLu202kk