Il Forum di Davos conta sempre di meno sono presenti solo ottanta Paesi su circa 195 della Terra. I partecipanti che contano non sono ancora giunti ad una conclusione che accontenti le aspettative di chi ha necessità di assicurare profitti al proprio capitale. Tuttavia si può notare una metamorfosi faustiana: da impero globalizzato dalla finanza apolide ormai fallito a colonia dell'impero USA
Palantir e Coinbase, Meta e Amazon: le società Usa arruolate da Trump monopolizzano il Forum di Davos per indirizzarlo verso un nuovo assetto. La stessa cosa avveniva quando a tenere le fila erano la Bill e Melinda Gates Foundation e altre società di capitali finanziari internazionali che volevano la globalizzazione del pianeta e la fine della Storia. I nuovi padroni della parola ora gestiscono il cambio delle classi dirigenti e soprattutto la nuova ideologia imperniata sul ritorno ad un primato americano sulla parte "occidentale" da separare come sfera di influenza dalla parte euroasiatica (RUSSIA, CINA, INDIA).
A trainare l'economia occidentale però sono ancora gli stessi: infatti è sempre Black Rock che fa la parte del leone. Proprio Black Rock è stato fra i principali finanziatori privati a sostegno della campagna di Trump. I padroni sono gli stessi di prima, più altri gruppi economici (come la Little Tech di cui fanno parte i gruppi sopra citati). Per quanto riguarda i cambiamenti ideologici si tratta di una trasformazione sovrastrutturale delle centrali di potere dell'imperialismo delle multinazionali e della finanza "occidentale".
Questo ricambio degli stati generali élitari deve farci riflettere: l’élite finanziaria globalista ritiene i popoli e la sovranità degli STATI superate, mentre il nuovo assetto e le imposizioni degli USA condotti da Trump stanno cercando di far accettare all’UE e al resto del mondo, le incursioni militari contro Stati sovrani e le annessioni di altri Stati per diritto della sua volontà, si sta comportando come il signore neofeudale della sfera “occidentale”
Nella sostanza il sistema imperialista “occidentale europeo”, comandata dall'élite anglosassone, sta mutando strategia: abbandonata l'ideologia del globalismo dalla facciata progressista e liberale, che prima usava per comandare organizzazioni poco visibili ma efficienti a mantenere la sua influenza negli Stati sotto il suo dominio, sta assumendo ora aspetti di una potenza coloniale europea antecedente la Prima Guerra Mondiale, invece i gruppi finanziari USA vogliono tornare ai tempi di Theodor Roosevelt e rimodellare il loro status rinnovando la dottrina Monroe sotto l'egida di Trump.
Ecco perché lo scontro ideologico sul superamento del globalismo di "Davos" contro il nascente bipolarismo, che di fatto ha sostituito il multipolarismo, è gestito sempre da gruppi finanziari che hanno opposte visioni sulla gestione geopolitica del globo. Visione che genera uno scontro tra fazioni neo coloniali e neo imperialiste che a volte si intersecano nei loro programmi per mantenere attivi i loro profitti, tanto più che nelle guerre che nascono da questo scontro vengono coinvolte regioni strategiche sia per la posizione che per le materie prime. Di fatto sono le sovrastrutture ideologiche di uno stesso potere finanziario che prova a sostituire la precedente visione della realtà con una nuova imposizione del loro apparato ideologico.


Nessun commento:
Posta un commento