martedì 13 dicembre 2016

Gli scatoloni sono a Pontassieve, ma a Roma ha lasciato il cappello.

Roma, Camera dei Deputati 3 gennaio 1925;       
Roma, Direzione del Partito democratico 5 dicembre 2016;

Sono passati novant’anni e il discorso è identico: “se certe cose sono successe il responsabile sono io!!”  E’ vero, tutto  uguale, anche a riguardo delle conseguenze, sempre tutti sull’ Aventino.  MA,  A CHE SERVE????
Cosa è successo qualche giorno fa? E’ successo che il popolo italiano, chiamato dopo tanto tempo ad esprimersi, ha detto chiaro e forte No al “capo”, al suo governo, alla sua politica, alla deforma,  ha fatto un bel pacchetto e glielo ha spedito. Qualcuno ha interpretato in maniera corretta ? ha analizzato con un minimo di intelligenza politica il dato? NO, nessuno, infatti nessuno ha capito la novità: un voto trasversale, non ideologico su una serie di problemi concreti; sono saltati i limiti della politica tradizionalmente intesa e nessuno lo capisce o lo vuole capire. Tutti i partiti compreso il M5S, che partito non è, ma da tale ora si comporta: si è imprigionato su posizioni massimaliste e sterili. Ma se non sei un partito, se sei un movimento, DEVI essere consapevole che il movimento è formato da cittadini che hanno superato ideologie e schemi partitici; l’ultima cosa che devi fare è assumere un comportamento da partito, chiuderti su una serie di  slogan, che non portano a nulla, non consentono di assumere L’INIZIATIVA POLITICA.
Stare a guardare non è una iniziativa politica, e fare una manifestazione non equivale a  iniziativa politica.
La vecchia scuola insegna che vince chi ha l’iniziativa politica in mano, se ne assume i compiti di fronte alle masse, diciamo al popolo, al paese che ha votato NO, e ne diventa il riferimento politico. Invece cosa succede? In questo momento chi ha l’iniziativa è sempre lo stesso soggetto che, non più da Palazzo Chigi ma da quel di Pontassieve, in piedi sugli scatoloni, continua a dirigere l’orchestra. 
In conclusione ben 20 milioni di cittadini che hanno votato NO continuano a mancare di riferimento politico e il M5S non riesce ad uscire dalla dimensione di “movimento di opinione”. Il riferimento politico è ben altro e la strada  da percorrere sarebbe stata completamente  diversa.
Domanda: cosa sarebbe successo se due o tre partiti d’opposizione, in un sussulto di coscienza e amor patrio, fossero andati dal Notaro Mattarella e avessero detto che a fronte della risposta chiara del paese ne raccoglievano il mandato e si impegnavano a:

- indicare una persona di chiara fede democratica e competenza per formare un governo di giuristi ed economisti indipendenti, di chiara fama e affermata capacità al fine di:
-  stendere una legge elettorale legale e rispettosa della Costituzione;
- fronteggiare ogni evenienza di governo e adempiere agli obblighi internazionali;
- andare alle elezioni.

Sarebbe stato impossibile? Sarebbe successo il finimondo?
Certo sarebbe successo al Quirinale, nel Pd, a Pontassieve, nelle tane verdiniane, nelle logge sovranazionali dell'aristocrazia finanziaria ( e basta col chiamarle lobby!!!!), nelle conventicole JPM e di ogni specie, in qualche emirato che si sta comprando il nostro patrimonio pubblico, in Cina, a Davos, a Taormina, a Bruxelles, a Berlino, a Strasburgo……….ma chi se ne frega!!!!!!!!! Ma che bel mal di pancia si sarebbero presi!

           

L’altra sera un Paolo Mieli, in un rigurgito di saggezza, mandava a dire: “ Renzi si ritiri, se vuole fare ancora politica, ricominci pure, se vuole faccia il candidato di Pontassieve……” Ovazioni nelle case davanti alla tv!  Brindisi e gesti di ombrelli appesi al gomito! Tièèèèèè! A Pontassieveeee!! Va a fare il candidato!!!!!
E invece no, il Renzi aveva un Piano B in tasca, maturato nel tempo, sugli infausti sondaggi. Ora da Pontassieve dirige il Conte Gentiloni Silveri tramite la Boschi, e piazza Lotti con un incarico formale allo Sport, ma sostanziale al CIPE ( veicolo di finanziamenti) e all’ Editoria ( controllo dell’informazione).
Si lui lo aveva:le opposizioni avevano il Piano B??Non proprio, sono tutti   imparpagliati.E noi che si fa? Aspettiamo D’Alema? Bersani? A proposito….Avevamo ripreso ad apprezzarlo a mano a mano che usciva dai suoi ermetismi e dai suoi tentennamenti: sentiva odore di vittoria e di rivalsa nei confronti del giudino che si era allevato in seno, apprezzavamo il suo buonsenso padano,  il rispetto per i principi democratici, ci faceva respirare bene, un’aria di normalità, non più l’aria fetente che per tre anni ci ha disgustato.
Ma evidentemente al Piano B del giudino  non ci aveva pensato; e ora come farà a sbaraccarlo? ad avere la maggioranza al Congresso,CON LA CORSA CHE C'E' AI TESSERAMENTI ? Dobbiamo rimpiangere tempi definitivamente andati? Delle sue interviste si ricordano due cose, la prima di non avere la minima contezza del dato della trasversalità esistente  e della fine delle ideologie in Italia e in tutta Europa, che si accompagna alla crisi irreversibile dei “partiti operai”, e la seconda, che sembra una contraddizione, del bisogno di identità e di sovranità.
Bersani si convinca di una cosa: l’identitarismo e il sovranismo, come li chiama lui, non sono il Male, anzi……. Sono incastrati nell’indicazione uscita dal NO e sono il dato politico eminente, espresso dalla saggezza italiana: Identità che porta a far fronte al di sopra delle vecchie ideologie che hanno disturbato per 70 anni il paese, che però andando a ben vedere non erano reali: Peppone e Don Camillo, insieme hanno ricostruito l’Italia bombardata. Chi parla di “instabilità italiana” straparla: ma quale?? La Dc al governo nazionale e il PCI nei governi locali andavano diritti sulla stessa strada, prodotta dalla nostra identità di fondo. Poi vi sono tanti altri piani identitari, a cominciare dalla cultura millenaria, dalle radici ben piantate nel diritto romano (che deve essere preservato), dalla mentalità formatasi nel corso dei secoli, dalla laboriosità, dalla tendenza al risparmio, dal coraggio rimbocchiamoci le maniche, dalla fraterna solidarietà, dall’umanità, e non ultima dalla religiosità.
E la sovranità: caro Bersani, anche tu sei attaccato alla “ditta”, no? Figurati se gli italiani non sono attaccati a ciò che è loro, da sempre, da ciò che è costato sangue e lacrime, vite e fatica dei nostri padri, di tutte le generazioni!! E nessuno venga a dire “avanti c’è posto”, perché qui non c’è più posto, men che meno qualche posto di lavoro. Quando l’Italia era semi spopolata e dalle steppe migravano decine di migliaia di persone ( la maggior parte di loro armate), quando dal mare arrivavano le “nere navi di altri migranti”, e l’ex Impero Romano era alla mercé di chiunque, sì,  ci siamo mescolati, sì forse chissà ( ma è tutto da dimostrare) ci siamo arricchiti, ma domandiamo: a quale prezzo? In quanto tempo?
Secoli e secoli e secoli, fiumi di sangue,  di dolore infinito,  di miserie spaventose. E leggetevi un po’ i libri di storia!! Ma la sovranità non è solo questo, perché possiamo anche essere accoglienti ( c’è un limite a tutto) però la sovranità sulla nostra politica, sull’economia, sul quel poco che resta delle nostre industrie, sulla nostra moneta che a stamparla alla Zecca di Stato non ci costava niente, quanto la carta e l’inchiostro, (ricordi Aldo Moro e le 500 lire di carta?) è cosa reale, umana, non si può sostituire con cose artificiali e fasulle, con principi astratti e infondati e infondanti.
Il nostro comune sentire, il nostro comune linguaggio, la nostra comune cultura, le nostre innate attitudini.
Ogni popolo è libero di autodeterminarsi e avere una casa, e a casa propria scegliere, se stampare soldi, CCT, Bot, e fare debito IN CASA, non con le banche di chissà chi, che poi pretendono di decidere per noi, se possiamo respirare, se possiamo aprire un’attività, se possiamo avere credito, se possiamo ancora vivere.
Siamo molto più preoccupati ora che alla vigilia del Referendum perché i giochi si svolgono sempre più fuori controllo e a nulla valgono. Il Notaro Mattarella e i rituali consulti. Dalla “ridotta di Pontassieve” il ducetto guida i giochi e schiera le truppe a presidiare i valichi, le strade e i ponti. Torneremo! c’era scritto sui muri.  Questi manco sono partiti:Verdini aveva dichiarato: il 4 saremo al governo.Per ora no,Renzi continua a servirsi di lui con un ruolo che ben gli si attaglia,come spada di Damocle sulla testa di Gentiloni.
Abbiamo esultato solo per una notte. 

 P.S. La Radio più ascoltata in Italia stamani diffonde una “battuta” dell’Onorevole Ministro Marianna Madia, esternata a ridosso del Giuramento e riportata da autorevoli quotidiani: “ CHISSA’ COSA PENSANO GLI ITALIANI…..” Le si potrebbe rispondere così: non sono pensieri, Onorevole Ministro, sono un catalogo di fiorite espressioni  gergali, dialettali e gestuali tipicamente italiane, le immagini tutte……… e non sbaglierà.
Il conduttore della Radio più ascoltata in Italia, invece si è espresso così:

“TE LO DIRANNO QUANDO VOTERANNO, VEDRAI”.  

Detto fatto il voto dei cittadini non c'è stato e OGGI 13 dicembre 2016 abbiamo lo stesso il nuovo governo:    



La creazione del ministero allo sport è un capolavoro..
la Boschi a controllare Gentiloni una meraviglia..la Fedeli alla scuola… indescrivibile

Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni
Sottosegretario alla presidenza: Maria Elena Boschi

Ministri senza portafoglio
Anna Finocchiaro: Rapporti con il Parlamento
Marianna Madia: Pubblica Amministrazione
Enrico Costa: Affari Regionali
Claudio De Vincenti: Coesione Territoriale e Mezzogiorno
Luca Lotti: Sport con deleghe su editoria e Cipe

Ministri con portafoglio
Angelino Alfano: Esteri
Marco Minniti: Interno
Andrea Orlando: Giustizia
Roberta Pinotti: Difesa
Pier Carlo Padoan: Economia
Carlo Calenda: Sviluppo Economico
Maurizio Martina: Agricoltura
Gianluca Galletti: Ambiente
Graziano Delrio: Infrastrutture
Beatrice Lorenzin: Salute
Dario Franceschini: Cultura
Valeria Fedeli: Istruzione
Giuliano Poletti: Lavoro.


COSA E’ CAMBIATO ? SOLO QUALCHE NOME . IL CAPPELLAIO MATTO DA PONTASSIEVE SI PREPARA ALLA RISCOSSA INTANTO I SUOI FEDELISSIMI  SONO AL GOVERNO.





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