giovedì 27 febbraio 2020

LE CONTRADDIZIONI DEL CORONAVIRUS

ALTRE FONTI INFORMATIVE 



LINK PER UNA INFORMAZIONE PIU' COMPLETA












La diffusione di questa specie di virus costruito in laboratorio oltre a creare "alcuni morti"ha delle implicazioni geopolitiche ed economiche che faranno tornare il centro delle attività economiche in mano alle grandi multinazionali negli USA.Indebolendo così la parte avversa che poteva ostacolare la globalizzazione mondiale tornando in modo più completo sotto il comando della finanza internazionale.E'la mossa che può dare scacco matto a chi si oppone.



mercoledì 19 febbraio 2020

HANNO VOLUTO CANCELLARE LA STORIA DI PIAZZA DELLA VITTORIA


PER DARE FORMA AL MONDO DI DOMANI E' NECESSARIO RIPENSARE ALLE NOSTRE RADICI.COSA CHE IL POTERE NON VUOLE.

PINI SEGATI

Articolo 733 Codice penale: Piazza della Vittoria.

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 Aggiornato al 27/11/2019]
Danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale
Fonti → Codice penale → LIBRO TERZO - Delle contravvenzioni in particolare → Titolo II - Delle contravvenzioni concernenti l'attività sociale della pubblica amministrazione

Chiunque distrugge, deteriora o comunque danneggia un monumento o un'altra cosa propria di cui gli sia noto il rilevante pregio, è punito, se dal fatto deriva un nocumento al patrimonio archeologico, storico, o artistico nazionale, con l'arresto fino a un anno o con l'ammenda non inferiore a 2065 euro. Può essere ordinata la confisca della cosa deteriorata o comunque danneggiata.
I cittadini hanno titolo ad esercitare il controllo sulle attività della Pubblica Amministrazione e la tutela del patrimonio storico culturale pubblico (ma anche privato) proprio per l’interesse pubblico del bene in oggetto, perché residenti e perché soggetti ad esazione fiscale; però devono avere un minimo di cultura giuridica altrimenti possono manifestare in mille modi del tutto inefficaci ed andare incontro alla sconfitta. E’ purtroppo il caso di Piazza della Vittoria.
Duole leggere sulle cronache odierne che, mentre viene distrutto un pezzo di storia cittadina e italiana, e cancellato per sempre poiché sarà sostituito con uno sgorbio senza identità, ancora e ancora viene ripetuto che il Giardino di Piazza della Vittoria è sottoposto a tutela Paesaggistica! Questa è la mezza verità che fa comodo a chi taglia i Pini, a chi li sostituirà con alberelli e arbusti vari, insensati e del tutto arbitrari

                       
Progetto base 25 giugno 1924 (ASCF. 103/68)   



Rilievo planimetrico del 1997

Duole che proprio coloro che con merito e sacrificio personale hanno difeso strenuamente lo storico Giardino non sappiano capire le leggi a tutela e si concentrino su argomenti del tutto inefficaci.
La convinzione di chi scrive è che gli argomenti ambientali e salutistici, come quelli climatici oggi di moda, siano stati introdotti per sviare l’attenzione, la giusta critica e le azioni conseguenti, dall’esistenza di buone ed efficaci leggi già operanti che, se applicate con rigore, renderebbero inutili ore di chiacchiere e tonnellate di carte aggiuntive. L’Art. 733 del Codice Penale sanziona chi distrugge o danneggia il Patrimonio Culturale: appartiene al Corpus Giuridico italiano dal 1930, e riguarda il Titolo II - Delle contravvenzioni concernenti l'attività sociale della pubblica amministrazione, ovvero il caso nostro, perché è stato distrutto uno storico Giardino, attività congiunta di Comune di Firenze e di Soprintendenza, con l’aggravante della perdita totale del Bene.
E’ pur vero che la Piazza e il Giardino sono parte del Paesaggio urbano e quindi tutelati anche dalla Parte III del Codice dei Beni Culturali (ex 1497/1939), ma è ancor più vero che il Comune di Firenze ha riconosciuto nelle Norme Urbanistiche vigenti (Zona A) il valore storico del tessuto urbano nato dall’Ingrandimento di Firenze, o come dicono loro, del tessuto compatto di formazione otto-novecentesca. Il Giardino comunque è stato impiantato a Pineta circa cento anni fa e quindi ha valenza storica di per sé stesso.



La piazza prima del recente taglio dei pini

Detto ciò, dal 2004  (entrata in vigore del Codice B.C.) vige un combinato disposto  fra dette norme e la parte II (Articolo 10) del Codice B.C. per cui i Beni Pubblici di Valore storico ( lo dice il Comune) assumono importanza Culturale ( lo dice la Legge dello Stato): per questa semplice ragione la Soprintendenza non poteva accettare un progetto di Riqualificazione del Giardino già qualificato culturalmente, poiché i Beni Culturali si restaurano o se ne ripristina lo stato storico. Vale la pena segnalare che le Riqualificazioni riguardano Beni Naturalistici degradati o progetti su aree prive di qualificazione; quindi dato che ad oggi la Parte II del Codice B.C. non è abolita e non è possibile ritenere valida solo la Parte III <Beni Paesaggistici>,  qualcuno dovrà rispondere del degrado del Giardino scomparso, applicando integralmente la Legge e di conseguenza la sanzione prevista dall’Art. 733 del Codice Penale,  il ripristino dell’assetto storico del Giardino, comminando sanzioni per la perdita totale del Bene e per il danno erariale.
Molte volte chi scrive, e non da sola, ha segnalato alla competente Soprintendenza quanto sopra, oltre ad aver collaborato a segnalazioni inviate alla Magistratura in merito al deprecato progetto improvvidamente approvato ed in via di attuazione, ma senza esisto alcuno.
Concludendo si vuole descrivere brevemente i motivi del valore culturale dei Pini di Piazza della Vittoria: “perché rappresentativi della cultura italiana del primo novecento che attribuiva a quella particolare specie arborea i valori identitari tipici del paesaggio urbano e naturalistico italiano, riconosciuti dai maggiori pittori, musicisti, architetti, paesaggisti e scrittori europei ed italiani dal XVII secolo in poi”.
Certamente parole come “identità” oggi danno molto fastidio, come può dare fastidio che si ricordi nel Codice Penale e nel Codice di Procedura Penale l’impianto di Arturo e Alfredo Rocco: fate di meglio, se ne siete capaci, e sostituite <identità> con un’altra parola che sia più gradita, politicamente corretta, riformate anche il vocabolario della lingua italiana.




LA FINE DELL'ULTIMO PINO



Dott. Architetto Giovanna Nicoletta Delbuono Firenze

lunedì 17 febbraio 2020

LO SCEMPIO DI PIAZZA DELLA VITTORIA OVVERO LA PROTERVIA DEL POTERE



 "FACCIAMO QUELLO CHE CI PARE VOI CONTINUATE A VOTARCI !"

QUESTA E' LA DIMOSTRAZIONE......
















Dopo quest’ultimo misfatto di piazza della Vittoria ,c'è una domanda che aleggia su detta piazza ,sui Viali e Giardini Storici di Firenze di pubblica proprietà che nel giro di un decennio sono stati " sfoltiti" delle loro alberature senza prevederne la sostituzione nella medesima tipologia secondo le regole di un restauro conservativo del bene pubblico. E’ una domanda che i cittadini si sono sempre fatti : ma chi gli ha dato il permesso?
Già, chi ha consentito che tante alberature storiche siano state cancellate, in così gran numero, nella maggior parte alberi sani?Trattandosi di beni di interesse pubblico e addirittura storici, sotto tutela, che delineavano il volto di una città, la ornavano secondo principi di valenza storica,la domanda è più che lecita, legittima.Oltretutto gli alberi rappresentano valori economici valutabili in moneta sonante, farne fuori uno è come accendere il fuoco con molti biglietti da 500 euro.


Gli storici pini sono stati abbattuti per realizzare un PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE del giardino che la Soprintendenza ha approvato, questa è la risposta alla domanda che i cittadini si fanno.
Il punto è che il Codice dei Beni Culturali non ammette RIQUALIFICAZIONI su siti di importanza storico culturale, per la semplice ragione che hanno già una qualifica: a nulla valgono le eventuali prescrizioni impartite al Progetto dalla Soprintendenza, perché la realizzazione, era lampante,avrebbe comportato comunque l'abbattimento di pini adulti, sani,sottoposti ope legis a tutela. Ciò che è storico, ciò che è culturale si restaura o se colpevolmente degradato, è questo il caso di Piazza della Vittoria, si opera per ricondurlo allo stato originario con i criteri del Restauro Conservativo.
Ma il Comune chiede e la Soprintendenza firma.


giovedì 9 gennaio 2020

RIFLESSIONI SU TEATRI DI GUERRA E GEOPOLITICA


LA STRATEGIA POLITICA E’ SPECULARE ALLE STRATEGIE BELLICHE.


Che cosa ha spinto Trump ad eliminare il generale Sulaymani e il suo seguito?
Ecco riassunti i due aspetti principali :
     1)     Bloccare chiunque si opponga ( anche con la morte )al progetto egemonico e globalizzatore degli USA.
2  
     2)Mantenere attivo il principio, stabilito dal deep State Usa, di guerra permanente( dopo l’11 Settembre 2001) e gettare nel caos i paesi che non vogliono la globalizzazione o che si presentano come alleati al multipolarismo di Cina e Russia


L’azione USA con l’uccisione del generale Sulaymani ha ottenuto l’effetto contrario cioè quello di rinsaldare l’alleanza dell’Iran con Cina e Russia.
Tant’è che questo paese(l’Iran), minacciato più volte dagli USA come paese “canaglia” perché, secondo loro, costituisce una minaccia per l’equilibrio e l’incolumità di Israele, aveva costruito una cintura di sicurezza marittima iniziando esercitazioni navali congiunte con Cina e Russia. Non solo, per aggirare le sanzioni USA, l’Iran ha aperto alla Cina per la costruzione di una ferrovia Pechino-Teheran che rientra nel progetto cinese delle “nuove vie della seta”. Quindi l’uccisione del generale è stato un avvertimento: gli interessi geostrategici ed economici USA legati al valore del petrodollaro, come moneta di scambio globale, non possono essere cambiati. Pertanto le ripercussioni, causate da quest’intervento degli USA, negli Emirati arabi e nell’Arabia Saudita e in tutta l’area mediterranea con la Libia ancora nel caos sono da interpretare in questo senso:

Il conflitto libico, dopo l’eliminazione cruenta di Gheddafi, fra la coalizione di Al Serraj, sostenuta da UE e USA, e quella di Haftar, appoggiata dall’Egitto ed ora anche dall’Arabia Saudita e dagli Emirati arabi (cioè dai più importanti produttori di petrolio del territorio), si è riacceso più violento.
L’Italia è il primo paese che è stato attaccato nei suoi interessi (vedi Eni) da questa crisi bellica creata dall’impero USA e company. Per questo motivo diventa necessario per l’attuale governo italiano interloquire con chi in questo momento in Libia ha raggiunto un certo potere strategico territoriale accaparrandosi con le ultime battaglie la Sirte. Pertanto chi ha criticato attraverso i mass-media con varie epiteti l’incontro fra Conte ed Haftar non tiene conto della mutata situazione. Per questo diviene importante ricordarsi della linea geostrategica sull’energia tracciata dal geniale E. Mattei presidente dell’Eni e continuata dai politici della prima Repubblica.
L’intervento turco in Libia con jadisti dell’Isis prelevati dalla Siria e fatti sbarcare a Tripoli per sostenere Al Serraj apre nuovi e inquietanti scenari. Dunque l’uccisione del generale Sulaymani, divenuto martire per gli Sciti, rientra in questo assestamento strategico USA. Per adesso le ritorsioni iraniane sono state molto limitate e le contro reazioni USA si sono momentaneamente fermate in quanto deve essere riformulata la sua strategia del “caos infinto”. Questo perché le guerre non sono più di occupazione territoriale ma servono per lasciare i paesi in guerre fra bande jadiste da cui il caos e per accaparrarsi le risorse energetiche.
I Paesi amici e nemici di Washington devono prendere atto di questa realtà e attuare le contromisure per impedire lo scontro finale fatale per tutta l’umanità.    







lunedì 16 dicembre 2019

LA SARTORIA INTERNAZIONALE SI OCCUPA DELL’ITALIA


PRIMO CONGRESSO DELLE SARTINE?


Abbiamo ricevuto in esclusiva il programma.
31 dicembre p.v. Location: Auditorium " Ciao Bella "
 in Piazza Sant'Espeditodelle cause urgenti.
 Obbligatoria la divisa fuxia.

1* punto dell'orlo a giorno: fino ad ora abbiamo solo imbastito,
d'ora in poi si cuce a macchina!
2*_ organizzazione a base volontaria per rivoltare tutto
 il guardaroba della " Compagnia del cammello"
 offerto dalle Madamine.
3*_ informativa circa il cappotto dato a Corbin: chi è stato?
Come e perché? Chi l'ha capito?
4*_ Attualizzazione del modello " Sacco d'Italia" per clientela francese interessata.
5*_ chiusura del laboratorio durante il Ramadan 
( si recupera la domenica e le feste comandate).
6*_ mozione presentata dalla collega Lilly per il divieto assoluto
di usare il " punto a Legaccio". Si raccomanda approvazione
 plebiscitaria, altrimenti s'incazza a bestia.
7*_ valutazione delle migliori offerte pervenute alla
 ns associazione, relative alla " posizione del cappello
su quale poltrona", quali sono le migliori, i benefit e provvidenze varie.

A seguire Veglione di fine anno in attesa del 2023
Programma della serata:



Cenone offerto dalla premiata casa di mode Anghela & C. (taglie forti):
Cetrioloni turchi, Würstel del Brandeburgo, 
Saucissons de la Seine, Mortadella dop di Bologna,
 Mozzarella palermitana, Misticanza alla"Giuseppi",
 Zampone del Mes, Zuppette della premiata casa "Pittibimbo associati". 
Vini offerti dalle cantine " Rousseau & Robespierre"


Intrattenimento: la lunga notte sarà allietata da Danze 
dei Coltelli eseguite dal corpo di ballo degli "Zingaretti" e 
la musica sarà eseguita dall' Orchestra internazionale diretta
 dal Gran Maestro Sor Ossetipossino.


Ps.
Se qualcuno ha visto quell'indiano tanto bravo lo porti , 
perché la caldaia del condominio di via Salutami Ilva è sempre
 in blocco e il Sig. Conte, al piano attico, se sta a morì de freddo
e pure le sardine dell'acquario so' ridotte a Findus.




GDB

sabato 14 dicembre 2019

L'INFORMAZIONE MAINSTREAM


 Una nota a margine delle cronache sul “MES”.
   
Anche sul tema “MES” l’informazione mainstream soprattutto televisiva si è prodotta senza risparmiarci nulla, perciò corre l’obbligo di pubblicare questo appunto, una nota a margine del modo di informare. Mainstream in questo caso vuol dire formazione dell’opinione corrente e divulgazione della stessa per indirizzare gli ascoltatori verso l’accettazione; a questo specioso compito si dedicano alcune signore giornaliste che, per professione, sono tenute ad essere bene informate ed a capire bene le cose di cui trattano e su cui organizzano la discussione. Sono quindi ben informate e documentate altrimenti che starebbero a fare? Le oche giulive? 
Assolutamente no. In realtà rivestono quel ruolo proprio per orientare opportunamente e speciosamente le opinioni dei cittadini davanti alla tv e per far ciò in determinate circostanze adottano un sistemino invariabile, disgustoso.
In generale si calano umilmente nello stereotipo della “casalinga di Voghera” (inventato da Alberto Arbasino) e pronunciano le seguenti frasi rivelatrici: “ E’ un argomento molto complicato… E’ complicato capire per la gente comune…” espressioni patrimonio di alcune notissime conduttrici e altrettanto note giornaliste ospitate in studio. Che le suddette innominate signore siano di parte e schieratissime è chiaro come la luce del sole, ma che si mettano a imitare la famosa casalinga è veramente insopportabile.
Primo perché sono donne e quindi immaginano di far breccia nel pubblico femminile che nella loro opinione è ovviamente collocato nell’area “Minus habens”, e allora umilmente si abbassano definendo complicato, anche per loro stesse, ciò che non è. E se questo modo di procedere non è servile e ipocrita……………
Secondo, la gente comune che non sarebbe in grado di capire: in questa frase c’è la terminologia “gente comune” (che fa schifo) attribuita ad una parte di popolazione ovviamente e logicamente ritenuta bassa, gleba, paria (che cosa?) e perciò non in grado di capire.
Le signore mainstream, progressiste e femministe antemarcia, hanno concetti discriminatori ben radicati nel profondo, che però emergono e galleggiano e vengono rivelati da clamorosi lapsus che di progressista non hanno un bel niente: loro stanno in televisione e si incaricano di spiegare alla “gente comune” le verità  di cui sono in possesso, e per far ciò fanno finta di mettersi il grembiale e incominciare a sciorinare il bucato della casalinga di Voghera per cui certi argomenti “complicati” devono essere semplificati, posti al livello di chi sta in basso, alla “gente comune”.
Così vengono divulgate interpretazioni che risultano gradite ai piani alti e altissimi del “condominio” in cui ci troviamo a tirare a campare, fra un Piano MES e l’altro, dove l’Amministratore Condominiale è sempre disposto a tenere bordone alla maggioranza quella dei salotti buoni dove la casalinga di Voghera, poveretta, non può essere ammessa e non ha diritto di parola. Deve solo versare le rate e bersi le balle che le vengono raccontate da quelle signore che ondeggiano dall’alto dei loro tacchi 12, con le loro perfette capigliature, le loro manine svolazzanti e gli eloquenti battiti di ciglia, salvo quando si incazzano a bestia.         
Profumatamente ricompensate per i servigi resi alla causa progressista del “Condominio Europa”.

GDB. 

LINKS CONDOMINIO EUROPA:







lunedì 2 dicembre 2019

COL NUOVO MES L’UE VUOLE INSTAURARE LA TROIKA IN ITALIA


VOGLIONO RENDERE L’ ITALIA SOLO UN’ESPRESSIONE GEOGRAFICA


La riforma del Mes dovrebbe avvenire entro fine anno; queste sono le intenzioni dell’attuale governo Conte bis. Nel sistema economico italiano sale la preoccupazione per questa riforma. In quanto se verrà attuata, come prima risposta le banche italiane smetterebbero di acquistare titoli nazionali; questo è quanto afferma Il presidente dell’Associazione bancaria italiana (ABI) Patuelli. Il motivo principale è che con il nuovo-MES si avrà la “ristrutturazione del debito” nel caso che lo staff del MES non reputi il debito di quel Paese sostenibile. 

Ristrutturazione significa che i detentori dei titoli di Stato (attualmente la maggior parte del debito IN TITOLI DI STATO è detenuto dalle nostre banche) potrebbero vederne allungate le scadenze, o abbassato il rendimento, o infine addirittura vedere tagliato parte del loro credito e quindi la perdita è garantita .Perciò l’approvazione  del MES porterebbe conseguenze pesanti sull’economia nazionale.

Nel maggio2010 le banche tedesche e francesi che avevano prestato quattrini alla Grecia erano state già messe in sicurezza, soprattutto coi soldi dell’ITALIA, quindi al riparo da perdite. A causa del debito italiano, creato nel tempo ad hoc, con la separazione fra la banca d’ITALIA e Tesoro e con la perdita della sovranità monetaria, Ie banche italiane e straniere ci penserebbero due volte ad acquistare titoli di un Paese che potrebbe essere assoggettato a ristrutturazione del debito. Di qui i timori del governatore di Bankitalia Ignazio Visco, di Patuelli e di tanti altri. Infatti una ristrutturazione del debito colpirebbe duramente le banche e i risparmiatori. Questa è una strategia folle, serve solo ad affondare e strangolare una volta per tutte la nostra già traballante economia.


La riforma del MES in Italia se attuata può provocare la paralisi del nostro sistema bancario in quanto all’interno contiene alcuni articoli riguardanti la ristrutturazione “del così detto debito”a vantaggio delle banche tedesche, francesi ed olandesi in quanto queste banche sono indebitate ed a rischio di fallimento; questo è il motivo principale dell’approvazione voluta dall’attuale governo per favorire chi comanda in Europa. Tale approvazione avvenuta nel Giugno scorso non è stata mai discussa preventivamente nel nostro parlamento: anzi il precedente governo Conte sostenuto da una maggioranza parlamentare giallo-verde aveva avuto il mandato parlamentare vincolante di non approvare il MES cosa che il Presidente del Consiglio non aveva tenuto in considerazione dichiarando invece di approvare la riforma del MES in quella sede(adibita alla contrattazione) così come era . In effetti il primo Ministro Conte in quella riunione di Giugno non ha firmato niente perché non è previsto dalla procedura. Infatti il documento del Mes deve essere ratificato successivamente secondo le norme previste. L’approvazione verbale diviene pertanto vincolante e non più modificabile così come ha affermato l’attuale Ministro dell’Economia Gualtieri.

Pertanto l’attuale governo ha omesso di rendere noto al Parlamento quanto era stato deciso all’epoca dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dell’Economia dal precedente Governo Conte 1°. Il fatto denota non solo la mancanza di trasparenza degli atti governativi ma anche di far passare approvazioni di documenti non discussi e votati prima in Parlamento.
Così come viene delineato dalla seguente legge di Stato: “ legge voluta da Mario Monti, la 234 del 24 dicembre del 2012, la quale all’articolo 5 prevede in maniera inequivocabile che il capo del governo debba riferire al Parlamento in merito ad ogni tipo di trattativa con i partner europei, laddove vi siano implicazioni di carattere finanziario e monetario. La stessa legge prevede che anche l’indirizzo POLITICO che il premier dovrà seguire nelle trattative deve essere indicato dalle Camere”. E’ evidente che tutto ciò non sia avvenuto. Questo fatto evidenzia il peggioramento degli organi istituzionali per il mancato rispetto delle leggi in vigore.

Oltretutto la neo-riforma del MES diviene essa stessa uno strumento che dà potere all’organismo MES per obbligare i governi a “prelevamenti forzosi “sui conti correnti dei risparmiatori. Se Governo e Parlamento approvano questo meccanismo, della così detta stabilità economica che avvantaggia una parte sola(vedi patto di Aquisgrana fra Parigi e Berlino)a svantaggio dell’altra parte, vanno direttamente contro l’articolo 47 della nostra Costituzione che protegge e difende il risparmio: “ La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare, alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto ed indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.”

RIFERIMENTI: